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Maurizio Ferraris
Imparare a vivere 120 anni
Monastero di Camaldoli
Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi (AR) - Toscana
27 - 30 Maggio 2010
Ogni bambino che nasce oggi ha una aspettativa di vita di 102 anni. E teoricamente si può arrivare a 120. C’è addirittura chi sostiene che la vita può durare ancora di più, che i 120 anni non sono che un inizio, che si può arrivare a 200, a 300 anni.
Sulle prime, sembra una cosa bellissima. Ma fino a che punto? Da una parte, ovviamente, ci sono i problemi più ovvi. Questa vita è riservata a tutti? Agli occidentali? Ai ricchi? E quanto dovranno gravare tutti questi vecchi sul resto del mondo, o sulle classi destinate a una morte precoce? Dall’altra, anche se tutte le condizioni favorevoli si realizzassero, e la vita a 120 anni toccasse a tutti, ricchi e poveri, occidentali e non, siamo sicuri che sarebbe un vantaggio?
Il punto fondamentale è che questa vita prolungata non è, comunque, l’immortalità. Proprio per questo, e magari un po’ a sorpresa, l’ingiunzione filosofica, secondo cui imparare a morire è imparare a vivere, acquista una nuova attualità, e le risorse della filosofia devono mobilitarsi nella maniera più efficace.
Bibliografia essenziale:
Cicerone, De senectute, qualunque traduzione
Jacques Derrida, Apprendere à vivre enfin, Paris, Galilée 2004
Sigmund Freud, Al di là del principio di piacere, qualunque traduzione
Martin Heidegger, Essere e tempo, qualunque traduzione
Franz Kafka, Di fronte alla legge, qualunque traduzione
Vito Mancuso, L’anima e il suo destino, Milano, Raffaello Cortina 2007
Michel de Montaigne, Saggi, qualunque traduzione
Platone, Fedone, qualunque traduzione
Daniela Steila, Vita/Morte, Bologna, Il mulino 2009
Rainer Maria Rilke, Libro d’ore, qualunque traduzione
Lev Tolstoj, La morte di Ivan Ilic, qualunque traduzione
Maurizio Ferraris è ordinario di Filosofia teoretica all’Università di Torino, dove dirige il Centro Interuniversitario di Ontologia Teorica e Applicata. È stato direttore di programma al Collège International de Philosophie (Parigi) e visiting professor in numerose università europee e americane. Collabora al supplemento culturale del “Sole 24 Ore” e dirige la “Rivista di estetica”.
Ha pubblicato:
Storia dell'ermeneutica (Milano 1988 e succ ed)
Estetica razionale (Milano 1997) che ha rilanciato il dibattito sull’estetica come teoria della percezione
Tra le sue pubblicazioni più recenti:
Introduzione a Derrida (Roma-Bari 2003 ea edizione 2008)
Goodbye Kant ! Cosa resta oggi della “Critica della ragion pura” (Milano 2004)
Dove sei? Ontologia del telefonino (Milano 2005)
Jackie Derrida. Ritratto a memoria (Torino 2006)
Babbo Natale. Gesù adulto. In cosa crede chi crede ? (Milano 2006)
La fidanzata automatica (Milano 2007)
Sans papier. Ontologia dell’attualità (Roma 2007)
Il tunnel delle multe. Ontologia degli oggetti quotidiani (Torino 2008)
Storia dell’ontologia (con altri autori) (Milano 2008)
Piangere e ridere davvero. Feuilleton (Genova 2009)
Una Ikea di università. Alla prova dei fatti. Nuova edizione accresciuta (Milano 2009)
Documentalità. Perché è necessario lasciar tracce (Roma-Bari 2009)
Approfondimenti:
http://www.labont.it/FERRARIS/ Sito del Laboratory for Ontology (Università
di Torino)
http://www.labont.com/public/Archivio Ferraris/pdf/libri.pdf Bibliografia completa dei libri di Maurizio Ferraris in formato pdf
http://lgxserver.uniba.it/lei/rassegna/ferraris.htm Scelta di articoli di Maurizio Ferraris su quotidiani
http://www.pratichefilosofiche.com/articoli/2009/01/15/il-sillabario-di-platone-s-scrittura/ Intervista a Maurizio Ferraris
