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BIO Robert Pettena
Robert Pettena
Nato a Pembury. Vive e lavora a Firenze.
"Mentre riprendo con la videocamera o scatto una foto, cerco di entrare in relazione con l’oggetto che ho di fronte e rappresentare l’oggetto come “appare” e interagisce con lo spazio. Spesso il suo significato interno non corrisponde a quello esterno. Interno ed esterno di un corpo o di un oggetto spesso non dialogano affatto, anzi divergono, e diventano due aspetti estremi della stessa immagine che tuttavia convive perfettamente."
"Nei miei lavori ho sempre mostrato la dualità interno/esterno. L’esterno dell’installazione, che considero come il guscio dell’opera, si rende esplicito e al tempo stesso fa da contenitore a qualcosa che non gli è familiare. Quando l’apparente separazione si dissolve le due componenti sono costrette a dialogare. Di norma gli oggetti non mostrano il loro interno come per impedire all’osservatore di percepire la relazione esistente tra l’epidermide e ciò che essa riveste. Anche la comunicazione tra il nostro interno ed esterno non è speculare, non c’è corrispondenza tra pensiero e ciò che di esso riusciamo a trasmettere. Il legame tuttavia esiste e funziona secondo regole che ci sfuggono, oscure ai più: il rapporto tra le due parti del nostro essere ci riserva sorprese e ci costringe a indagare. I dissapori che si creano nella convivenza di elementi divergenti sono l’oggetto del mio interesse: cerco di ricostruire queste sensazioni per lanciarle in un “ring” in modo che si possano osservare. Gli spostamenti del proprio corpo rilevano gli spazi circostanti e ne indagano la possibilità di un ricovero. Così il proprio esistere instaura dialogo col luogo. I rilevamenti su ciò che lega la propria esistenza col corpo rigido accentua il confronto tra vita e morte. L’occhio registra i dati, naviga tentando di dare visibilità ai fenomeni contingenti, e di prevedere possibile relazione fisica e sensoriale con lo spazio."
"La videocamera é strumento di registrazione per captare le proprie attitudini latenti. Il materiale comportamentale ricavato ha modo di sopravvivere mediante l’immagine proiettata su oggetti, moduli abitativi scomodi. Allora il dialogo diviene necessario, l’immagine, virtualmente animata, si riposa in zone libere, spazi ostili. La violenza, la caparbietà di volerli abitare, trascina su strade generalmente evitate a priori e quindi sconosciute. Gli involucri che racchiudono le immagini sospese nel loro incessante accadimento scardinano, deviano il fine, il termine del ciclo naturale: così l’oggetto può divenire il guscio, l’abitazione in cui l’immagine sopravvive. Avvicinarsi ai linguaggi relativi al tema della morte, tentare di sfiorarne le conseguenze, non deve essere necessariamente spiacevole, è proprio l’isolamento prodotto dalle abitudini della cultura occidentale a soffocare le voci di universi dai contenuti ricchi di zone vitalissime, dove le contraddizioni si fondono creando architetture ludiche e nuovi spazi di ricerca. L’aspetto temporale viene annullato nell’installazione, poichè ciò che accade viene reiterato fino a provocare una dilatazione spazio-temporale, tale da tendere all’infinito."
- Robert Pettena
Mostre personali recenti (selezione):
- 2006 Under observation, Fondazione SoutHeritage per l’arte contemporanea, Matera
- 2005 Passages, QUARTER, Firenze
- 2002 Pentagon Play, Main Art Gallery, Fullerton, Los Angeles, USA
- 2000 Once again in your bones, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato.
Mostre collettive recenti (selezione):
- 2006 The Food Show: The Hungry Eye, Chelsea Art Museum, New York, USA.
- 2005 Prague Biennale 2, side events, Praga
- 2005 CLIP.IT, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino
- 2004 On air: video in onda dall’Italia, Galleria Comunale d’Arte Moderna, Monfalcone, Gorizia.
